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Metodologia CLIL

Metodologia CLIL e insegnamento delle Discipline Non Linguistiche

La metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning) integra l’insegnamento di una disciplina non linguistica con l’apprendimento di una lingua straniera. Attraverso questo approccio, gli studenti acquisiscono contemporaneamente competenze disciplinari, linguistiche e comunicative.

Nel nostro Istituto, il CLIL rappresenta un’importante opportunità per sviluppare una didattica interdisciplinare, attiva e orientata alle competenze. La metodologia favorisce, infatti, l’uso della lingua straniera in situazioni autentiche e permette agli studenti di utilizzare la lingua come strumento per apprendere nuovi contenuti.

Che cos’è il CLIL

L’acronimo CLIL, che significa Content and Language Integrated Learning, indica un approccio didattico nel quale una disciplina non linguistica, denominata DNL, viene insegnata utilizzando una lingua straniera come lingua veicolare.

L’obiettivo non è semplicemente insegnare una materia in un’altra lingua. Il CLIL permette di integrare due percorsi di apprendimento: da una parte l’acquisizione dei contenuti disciplinari e dall’altra lo sviluppo delle competenze linguistiche.

In questo modo, la lingua straniera diventa uno strumento concreto per comunicare, comprendere, elaborare informazioni e costruire conoscenze.

Il CLIL può inoltre favorire una maggiore autonomia degli studenti, stimolandoli a utilizzare strategie diverse per comprendere testi, immagini, documenti e materiali multimediali.

Il riferimento normativo

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L’introduzione del CLIL nella scuola secondaria di secondo grado è prevista dalla normativa italiana relativa alla revisione degli ordinamenti.

In particolare, l’articolo 6, comma 2, del D.P.R. n. 89/2010 introduce nei Licei Linguistici l’insegnamento di discipline non linguistiche in lingua straniera secondo la metodologia CLIL.

La normativa prevede l’insegnamento di una DNL in lingua straniera a partire dal primo anno del secondo biennio. Dal secondo anno del secondo biennio è inoltre previsto l’insegnamento di una seconda DNL in una diversa lingua straniera.

Per gli altri percorsi liceali, l’articolo 10, comma 5, del medesimo Regolamento stabilisce che nel quinto anno sia impartito l’insegnamento, in lingua straniera, di una disciplina non linguistica.

Per approfondire la normativa e le risorse dedicate al CLIL è possibile consultare il portale dell’INDIRE.

I vantaggi della metodologia CLIL

L’integrazione tra contenuto disciplinare e lingua straniera offre numerosi vantaggi dal punto di vista didattico.

Il CLIL permette di:

  • sviluppare la fluency, cioè la capacità di esprimersi con maggiore naturalezza;
  • migliorare allo stesso tempo l’accuracy, cioè l’accuratezza linguistica;
  • utilizzare la lingua straniera in contesti disciplinari autentici;
  • creare percorsi flessibili e adattabili alle esigenze degli studenti;
  • collegare discipline diverse e lingue straniere;
  • favorire l’autonomia e la responsabilità degli studenti;
  • sviluppare competenze linguistiche e disciplinari contemporaneamente;
  • utilizzare metodologie didattiche attive e cooperative;
  • favorire il lavoro di gruppo e la collaborazione;
  • stimolare la capacità di ricerca, analisi e rielaborazione delle informazioni.

In particolare, il sostegno linguistico facilita l’apprendimento dei contenuti disciplinari. Allo stesso tempo, l’apprendimento della disciplina offre agli studenti occasioni concrete per utilizzare la lingua straniera.

CLIL e didattica interdisciplinare

Uno degli aspetti più interessanti della metodologia CLIL riguarda la possibilità di creare collegamenti tra discipline differenti.

La lingua straniera non viene considerata soltanto come oggetto di studio. Diventa, invece, uno strumento attraverso il quale affrontare argomenti di storia, filosofia, scienze, arte, economia o altre discipline.

Per questo motivo, il CLIL favorisce una visione interdisciplinare dell’apprendimento.

Gli studenti possono, ad esempio, leggere un documento in lingua straniera, analizzarne il contenuto, discuterlo in classe e successivamente rielaborarlo attraverso una presentazione, un progetto di gruppo o un prodotto digitale.

La metodologia permette quindi di coniugare conoscenze, competenze linguistiche e capacità operative.

Modalità di attuazione del CLIL

Le modalità di introduzione del CLIL sono state definite anche attraverso le Norme transitorie CLIL del luglio 2014, che hanno previsto un’introduzione graduale dell’insegnamento delle DNL in lingua straniera.

La gradualità è stata necessaria perché la formazione dei docenti richiede tempi adeguati per sviluppare sia le competenze linguistiche sia quelle metodologiche.

Per l’avvio della metodologia CLIL è stata quindi suggerita una programmazione condivisa tra il docente della disciplina non linguistica e il docente di lingua straniera.

Quando presenti, possono collaborare anche il conversatore di lingua straniera e l’assistente linguistico.

Questa collaborazione permette di progettare attività coerenti con il livello linguistico degli studenti e con gli obiettivi della disciplina.

Il CLIL nel Liceo Linguistico

Il Liceo Linguistico è caratterizzato dallo studio di più sistemi linguistici e culturali. Il percorso mira a sviluppare una solida competenza comunicativa in tre lingue straniere e, allo stesso tempo, a favorire la comprensione critica delle diverse identità storiche e culturali.

In questo contesto, il CLIL assume un ruolo particolarmente significativo.

Nel terzo e nel quarto anno può essere prevista l’attivazione della DNL in lingua straniera per una parte del monte ore della disciplina. In particolare, le indicazioni riportate nelle norme transitorie suggerivano, in via ordinaria, il coinvolgimento del 50% del monte ore.

Questa modalità consente di integrare l’uso della lingua straniera con quello della lingua italiana, soprattutto per garantire agli studenti una piena padronanza del linguaggio tecnico e specialistico della disciplina.

A partire dal quarto anno è inoltre prevista una seconda DNL in una diversa lingua straniera. Anche in questo caso può essere utilizzata una quota del monte ore per l’insegnamento veicolato in lingua straniera.

Nel quinto anno il percorso prosegue con entrambe le DNL previste, secondo la programmazione dell’Istituto e le competenze disponibili.

Il CLIL negli altri Licei

Negli altri percorsi liceali, l’insegnamento CLIL è previsto nel quinto anno.

Anche in questo caso, le indicazioni transitorie suggerivano preferibilmente l’attivazione del 50% del monte ore della disciplina non linguistica in lingua straniera.

La progettazione deve tenere conto del livello linguistico degli studenti, degli obiettivi disciplinari e delle competenze dei docenti coinvolti.

L’approccio deve quindi essere flessibile e progressivo, evitando che l’utilizzo della lingua straniera diventi un ostacolo alla comprensione dei contenuti.

La collaborazione tra docenti

La collaborazione tra docenti rappresenta uno degli elementi fondamentali per la buona riuscita di un percorso CLIL.

Quando nell’organico dell’Istituto non sono presenti docenti di DNL in possesso delle necessarie competenze linguistiche e metodologiche, è possibile sviluppare progetti interdisciplinari in lingua straniera nell’ambito del Piano dell’Offerta Formativa.

Questi percorsi possono essere realizzati attraverso la collaborazione tra:

  • docente di disciplina non linguistica;
  • docente di lingua straniera;
  • conversatore di lingua straniera, se presente;
  • assistente linguistico, se disponibile;
  • Consiglio di classe.

La progettazione condivisa permette di individuare contenuti, attività e strumenti adeguati al livello degli studenti.

Gli aspetti formali relativi alla valutazione degli apprendimenti disciplinari rimangono, invece, di competenza del docente della disciplina non linguistica.

Valutazione e apprendimento CLIL

La valutazione di un percorso CLIL deve considerare sia gli apprendimenti disciplinari sia il percorso linguistico dello studente.

È importante, tuttavia, evitare che le difficoltà linguistiche compromettano la possibilità di dimostrare le conoscenze acquisite nella disciplina.

Per questo motivo, le attività possono prevedere strumenti diversi: produzioni scritte, presentazioni orali, lavori di gruppo, mappe concettuali, esercitazioni, attività digitali e compiti autentici.

In questo modo, gli studenti hanno più occasioni per dimostrare ciò che hanno appreso e possono sviluppare gradualmente maggiore sicurezza nell’utilizzo della lingua straniera.

CLIL e Esame di Stato

L’insegnamento delle discipline non linguistiche attraverso la metodologia CLIL può essere valorizzato anche nell’ambito dell’Esame di Stato, secondo le disposizioni normative vigenti.

Nel percorso di valutazione deve essere considerato il lavoro svolto durante l’anno scolastico e documentato nella programmazione e nella documentazione del Consiglio di classe.

Qualora la DNL veicolata in lingua straniera costituisca oggetto della seconda prova scritta nazionale, la prova non viene svolta in lingua straniera, in considerazione del carattere nazionale della prova.

La DNL può invece essere valorizzata nelle altre fasi dell’esame secondo le modalità previste dalla normativa applicabile.

In particolare, il percorso CLIL può trovare spazio nel colloquio, quando ricorrano le condizioni previste dalla disciplina dell’Esame di Stato e dalla composizione della Commissione.

La formazione dei docenti

Per realizzare percorsi CLIL efficaci è fondamentale investire nella formazione dei docenti.

Il docente deve possedere competenze disciplinari solide e, inoltre, deve acquisire adeguate competenze linguistiche e metodologiche.

In questa prospettiva, il nostro Istituto ha previsto anche attività di formazione rivolte al personale scolastico.

Tra queste iniziative rientra il corso PON “Apprendimento linguistico per competenze metodologiche CLIL”, realizzato nell’ambito dell’Obiettivo B, dedicato al miglioramento delle competenze del personale della scuola e dei docenti.

Il corso, della durata di 30 ore, era finalizzato a fornire strumenti e attività per l’utilizzo della metodologia CLIL.

L’obiettivo era sviluppare una maggiore consapevolezza dell’approccio pedagogico e didattico CLIL e delle strategie necessarie per integrare efficacemente apprendimento linguistico e contenuti disciplinari.

Un metodo per imparare attraverso la lingua

La metodologia CLIL propone un modo diverso di concepire l’apprendimento della lingua straniera.

Gli studenti non utilizzano la lingua soltanto per esercitarsi su strutture grammaticali o lessicali. La utilizzano per comprendere contenuti, comunicare idee, collaborare con i compagni e risolvere problemi.

Di conseguenza, la lingua diventa uno strumento operativo.

Questo approccio può aumentare la motivazione degli studenti, perché permette loro di comprendere l’utilità concreta della lingua straniera.

Allo stesso tempo, il lavoro disciplinare offre nuove occasioni per sviluppare competenze comunicative, ampliando il lessico e migliorando progressivamente la capacità di esprimersi.

Il CLIL nella nostra offerta formativa

L’integrazione tra lingue e discipline rappresenta un’importante opportunità per arricchire l’offerta formativa dell’Istituto.

Attraverso progetti CLIL, attività interdisciplinari e percorsi di collaborazione tra docenti, gli studenti possono sviluppare competenze utili sia nello studio sia nella futura vita universitaria e professionale.

Il CLIL favorisce, infatti, autonomia, collaborazione, pensiero critico, capacità comunicative e apertura internazionale.

Per questo motivo, la metodologia si inserisce pienamente in una scuola orientata allo sviluppo delle competenze e alla preparazione degli studenti a un contesto culturale e professionale sempre più internazionale.

Risorse e approfondimenti

Per conoscere la normativa, le risorse didattiche e le informazioni istituzionali sulla metodologia CLIL è possibile consultare il portale dedicato di INDIRE.

Risorsa istituzionale: INDIRE – CLIL

All’interno del sito dell’Istituto possono inoltre essere collegati i contenuti relativi a:

  • Offerta formativa
  • Progetti interdisciplinari
  • Lingue straniere
  • Formazione docenti
  • Piano dell’Offerta Formativa
  • Attività e progetti CLIL

Conclusione

Il CLIL – Content and Language Integrated Learning rappresenta una metodologia capace di mettere in relazione conoscenze disciplinari e competenze linguistiche.

Attraverso l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera, gli studenti possono sviluppare nuove strategie di apprendimento e acquisire maggiore autonomia.

Inoltre, la collaborazione tra docenti e l’utilizzo di metodologie attive rendono possibile una didattica più interdisciplinare e partecipativa.

Il CLIL non significa, quindi, semplicemente insegnare una materia in una lingua straniera. Significa creare un ambiente di apprendimento nel quale lingua, contenuti, competenze e collaborazione lavorano insieme.

Per questo motivo, la metodologia CLIL costituisce una risorsa importante per una scuola che vuole preparare gli studenti a confrontarsi con una realtà sempre più europea e internazionale.